In questo tipo di configurazione, è molto frequente che l’amministratore designato sia in realtà una filiale del gestore-locatario. Tale situazione crea, per sua natura, un conflitto di interessi strutturale: colui che dovrebbe rappresentare e difendere i comproprietari si trova a essere un'emanazione diretta della parte avversa nel rapporto contrattuale. Di conseguenza, le decisioni arbitrali emesse da tale amministratore tendono quasi sistematicamente a favorir l’operatore, mentre invece dovrebbe agire nell’esclusivo interesse di coloro che lo remunerano, vale a dire i coproprietari!