Appart’City, anche dopo la fusione con Park & Suites, continua a registrare perdite! E anche ingenti! Perché? Perché gli azionisti di Appart’City hanno fatto costruire troppi complessi residenziali, venduti a prezzi troppo elevati per ottenere ingenti profitti dalla vendita fin dall’inizio, promettendo canoni di locazione troppo elevati che squilibrano una gestione ormai difficile in diversi mercati saturi o in concorrenza con formule più efficienti.
I comproprietari ne sono responsabili? No, ovviamente! Devono subirne le conseguenze? No, in teoria; eppure gli affitti non pagati si contano a trimestri! E occorre incaricare un avvocato per riuscire a far pagare gli affitti, il che è anomalo.
Ma il peggio deve ancora arrivare per i comproprietari, che si ritrovano a dover rincorrere i propri canoni di locazione… Se si considera che gli affitti versati ai comproprietari rappresentano oltre il 40% del fatturato di questo gruppo, i comproprietari della maggior parte dei complessi residenziali hanno motivo di preoccuparsi fintanto che Appart’City continuerà a registrare perdite!
In altre parole, nonostante le speranze suscitate dall’arrivo (ipotetico) di nuovi capitali provenienti dai nuovi azionisti e persino da quelli precedenti, i comproprietari non potranno dormire sonni tranquilli finché questo gruppo continuerà a registrare perdite.
E solo una buona gestione consentirà al gruppo di smettere di registrarne. Più che puntando su una fascia di mercato più alta o adottando una politica commerciale più mirata. Perché, in definitiva, non esiste una soluzione duratura senza sacrifici da parte di molti comproprietari, volontariamente o forzatamente: riduzioni dell’affitto, partecipazione alle spese di ristrutturazione…
«Pressione fiscale e prodotti tossici.»
Sì, ma il punto è questo: decine di comitati e associazioni di difesa si affollano attorno ai comproprietari e continuano a far loro «sognare » di un mondo in cui sarebbe possibile risolvere il problema ricorrendo a procedimenti, denunce penali, o addirittura ricorsi presso l’AMF (Autorità dei mercati finanziari) o l’Autorità della Concorrenza, oppure grazie a una copertura mediatica più o meno favorevole, o a un’intensa attività di lobbying presso i politici. Questi ultimi si dimostrano poco interessati ai risparmiatori che opprimono fiscalmente, spingendoli così tra le braccia di coloro che vendono loro, con ingenti profitti, questi prodotti «tossici», di cui Appart’City è solo uno degli esempi.
Peggio ancora, alcuni sarebbero disposti a tutto pur di ottenere una dichiarazione di fallimento o di provocare l’avvio di una procedura di salvaguardia. Ciò significa ignorare i poteri di un curatore fallimentare, il quale dispone di strumenti formidabili e di diritti straordinari nei confronti dei locatori «ribelli»: rescindere un contratto di locazione in qualsiasi momento, senza curarsi della durata concordata e senza dover versare un centesimo!
Infatti, tutto ciò che sarebbe dovuto non verrebbe pagato, ma diventerebbe semplicemente una «dichiarazione di credito» che il giudice, per di più, potrebbe decidere di ripartire su dieci anni senza interessi. A meno che, naturalmente, l’azienda non venga semplicemente liquidata, poiché le residenze di maggior pregio verrebbero senza dubbio cedute nell’ambito di un piano di cessione, mentre il resto verrebbe «liquidato» e i crediti relativi agli affitti andrebbero persi per sempre!
Ma fortunatamente anche gli azionisti di Appart’City rischiano di perdere tutto in questo gioco pericoloso ed è probabile che, a meno che un gruppo troppo consistente di locatori «kamikaze» o mal consigliati non riesca a far «crollare» il gruppo, questa ipotesi non è certamente quella auspicata dai dirigenti di Appart’City e dai loro azionisti. Pertanto, i comproprietari di Appart’City potranno dormire sonni tranquilli solo quando questo gruppo inizierà a realizzare profitti! Essi devono ora unirsi con lucidità per ottenere il pagamento dovuto, ma soprattutto per preparare con intelligenza il futuro. Poiché la negoziazione è indispensabile per raggiungere un compromesso sostenibile con il proprio inquilino! Ciò implica trasparenza sui risultati di tutti i complessi residenziali da parte di Appart’City, ma anche una consulenza esperta che illustri ai comproprietari le diverse soluzioni e alternative, sia a livello di singolo complesso, sia a livello di gruppo di complessi.
«Per farlo non basta conoscere la legge: occorre una vera e propria esperienza nelle trattative commerciali e nella gestione delle crisi aziendali in difficoltà».
Ecco perché i comproprietari e i complessi residenziali, rappresentati dalle loro associazioni o dal loro consiglio sindacale, devono unirsi attorno a consulenti in grado di negoziare al meglio questo tipo di accordo, poiché è il loro mestiere e ne hanno l’esperienza. Non basta conoscere la legge per farlo: occorre una vera e propria esperienza nelle trattative commerciali e nella gestione delle crisi aziendali.
Il nostro studio è specializzato in questo tipo di negoziazioni e ci siamo preparati adeguatamente. Infine, 100 comproprietari rappresentati e assistiti in un complesso residenziale è già un buon risultato. Ma 100 complessi residenziali disposti a unirsi per negoziare sarebbero ancora meglio! È tuttavia necessario che gli interessati lo comprendano e che coloro che li assistono smettano di «agire per conto proprio», poiché solo uno slancio collettivo, un potente raggruppamento dei complessi residenziali in vista della negoziazione, attorno a un numero ristretto ma competente di negoziatori dotati di mandato, garantirà risultati ottimali. Allora forse, al termine di tali trattative, i comproprietari di Appartcity potranno tornare a dormire sonni tranquilli.
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