Questi ultimi hanno investito complessivamente oltre il 90% del prezzo versato al promotore per i locali, ma di fatto detengono solo il 60% delle «quote di partecipazione». I locali di servizio, pari a circa il 40% delle quote, sono stati pagati dal loro proprietario (il gestore o una società a lui collegata) solo per meno del 10% del prezzo dei locali stessi. Al momento del rinnovo dei contratti di locazione, il «consulente di fiducia» del gestore mette in atto la seguente «manovra»: fa determinare il «valore locativo» del residence da un «esperto amico compiacente» che utilizza (in modo abusivo) il metodo alberghiero per stabilire un presunto valore locativo complessivo, che poi ripartisce tra i comproprietari degli immobili in proporzione alle «quote »!
«Una vera e propria truffa da parte del gestore ben consigliato»
Con questo «gioco di prestigio», ai comproprietari delle camere viene attribuito il 60% del valore locativo (e non il 90%), mentre ai fortunati proprietari dei locali di servizio viene attribuito il 40% di tale valore (e non solo il 10%). Questa trappola, non smascherata da comproprietari isolati e poco informati, serve a giustificare la richiesta di una forte riduzione dell’affitto che assume le sembianze di una revisione «secondo il parere di un esperto » e costituisce una vera e propria «truffa» da parte del gestore «ben consigliato»
Ma questa «manovra» non potrà resistere a una difesa organizzata. È quindi imperativo che i comproprietari si uniscano, poiché i gestori sono sempre più forti se questi ultimi rimangono isolati!
Ci contatti per scoprire come difendersi in un contesto in cui la legge tutela il più forte (il gestore) e si rivolta contro il più debole (il singolo comproprietario).